Prima affermazione teatrale di Lesueur, questo titolo si situa agli inizi di un decennio che si concluderà sulle prestigiose scene dell’Opéra con il trionfo di ?
Ossian, ou Les Bards. Il soggetto avventuroso dell’opera risente della popolarità delle storie di briganti negli anni attorno alla Rivoluzione.
Atto primo. La contessa Séraphine, catturata dai briganti, crede che il marito Don Alphonse sia morto allorché s’imbatte nel suo vecchio stalliere, Gil Blas, unitosi suo malgrado alla banda di briganti. La donna è insidiata dal loro capo, Rolando, che si è innamorato di lei. Dal bosco si ode il canto di un mendicante cieco, che i briganti decidono di catturare.
Atto secondo. Séraphine, che ha trovato un’alleata nella serva Léonarde, incontra il mendicante cieco, in realtà Don Alphonse travestito. Il conte è riuscito nel tentativo di rintracciare la caverna dove la moglie è prigioniera e il piano per la sua liberazione può quindi procedere. Rolando, intanto, difende Séraphine dalle attenzioni dei compagni briganti.
Atto terzo. A causa del suo atteggiamento verso Séraphine, Rolando viene messo a morte dagli altri malfattori. Léonarde però lo avvisa del piano omicida e allora Rolando, pentito della sua vita, decide di liberare la contessa. A quel punto Don Alphonse rivela la propria identità e si scopre, addirittura, che Rolando altri non è che un fratello di Séraphine del quale si era persa notizia. Unendo le forze, i nostri riescono ad avere la meglio sulla banda dei briganti con l’intervento di Gil Blas, che guida gli amici di Don Alphonse alla caverna.
Tipicapièce à sauvetage, l’opera venne accresciuta in efficacia sul registro sentimentale dall’introduzione della figura di Alphonse, di nuovo conio rispetto al romanzo. Lesueur si concentra sulla resa dell’evoluzione scenica delle situazioni e dei sentimenti dei personaggi, meno interessato alla pura bellezza melodica del canto che al complessivo impatto drammatico dell’azione. I momenti più intensi della partitura, sotto questo profilo, sono gli interventi di Séraphine nel secondo atto e nel terzo (che esplorano, non a caso, l’angoscia in cui ella si dibatte) e il violento urto, nel combattimento risolutivo tra il bene e il male, dei due cori maschili a quattro voci, memori del retaggio del Lesueur grande autore di musica sacra.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi