Home Page
Consultazione
Ricerca per categorie
Ricerca opere
Ricerca produzioni
Ricerca allestimenti
Compagnia virtuale
Servizio
Informazioni e FAQ
Condizioni del servizio
Manuale on-line
Assistenza
Abbonamento
Registrazione
Listino dei servizi
Area pagamenti
Situazione contabile


Visualizzazione opere

Olimpiade, L’
Dramma per musica in tre atti di Pietro Metastasio
Musica di Leonardo Leo 1694-1744
Prima rappresentazione: Napoli, Teatro San Carlo, 19 dicembre 1737

Personaggi
Vocalità
Alcandro
Soprano
Aminta
Tenore
Argene
Soprano
Aristea
Soprano
Clistene
Tenore
Licida
Soprano
Megacle
Soprano
Note
Opera tra le più celebrate del compositore, venne rappresentata in occasione del compleanno di re Filippo V di Spagna e dedicata a suo figlio Carlo VII, come secondo spettacolo della stagione con cui venne inaugurato il Teatro San Carlo (il primo era stato l’Achille in Scirodi Sarro). Ilcastera quello delle grandi occasioni, comprendendo cantanti del calibro di Anna Peruzzi (Aristea), Vittoria Tesi (en travestiper interpretare Megacle), Giovanni Manzuoli (Alcandro), Angelo Amorevoli (Clistene), mentre il soprano castrato Mariano Nicolini aveva smesso i panni di Aristea (indossati nell’Olimpiadedi Pergolesi due anni prima) per quelli di Licida. L’allestimento fu ripreso, sempre al San Carlo, il 19 dicembre del 1743. Per l’occasione venne coinvolto un coro di sedici studenti del Conservatorio di Santa Maria della Pietà dei Turchini, dove Leo ricopriva l’incarico di Primo maestro. Edward Dent giunse a considerare l’opera superiore (e stilisticamente più aggiornata) rispetto all’intonazione di Pergolesi (per il soggetto ?L’Olimpiadedi Vivaldi). Leo dimostra per tutta la partitura la sua preparazione di contrappuntista insigne, capace di coniugare la freschezza e le novità stilistiche dell’invenzione melodica ‘napoletana’, di cui fu uno dei principali alfieri, con l’applicazione convinta ma non arida della scienza del contrappunto e dell’armonia. Questa caratteristica, riscontrabile anche in altri suoi lavori, è qui evidente nell’impianto severo, quasi di stile ecclesiastico, del coro che apre la cerimonia del sacrificio e nel trattamento polifonico degli archi nella successiva aria di Clistene “Non so donde vieneâ€, entrambi nel terzo atto. Al contempo il compositore profonde melodie di immediato fascino, specialmente per l’Aristea di Anna Peruzzi: emergono in particolare le arie “Grandi, è ver, son le tue peneâ€, in cui il nobile incedere della linea del canto viene intensificato da una drammatica modulazione a do minore, e “Caro, son tua cosìâ€, di intima, suadente dolcezza. Da ultimo, notevole risulta la cura dedicata ai singoli brani musicali, specialmente alle elaborate arie colda capo, di notevole originalità formale.
Fonte: Dizionario dell'Opera Baldini&Castoldi

Credits - Condizioni del servizio - Privacy - Press Room - Pubblicità